Advent Children è incluso nel progetto Final Fantasy VII Remake. Naoki Hamaguchi lo ha affermato alla gamescom 2026, ma le sue parole non equivalgono alla conferma che il capitolo conclusivo della trilogia terminerà necessariamente collegandosi al film del 2005.

Anzi, ascoltando la risposta originale del director in giapponese, la distinzione che Hamaguchi intende tracciare emerge in maniera particolarmente netta: una cosa è che Advent Children sia la “continuazione” della serie Remake, un’altra è che sia “incluso” nel nuovo Final Fantasy VII che il team sta costruendo.

Copertina di Final Fantasy VII Advent Children Complete (2009).

È una precisazione importante anche alla luce delle dichiarazioni rilasciate negli ultimi anni da Tetsuya Nomura, Yoshinori Kitase e dallo stesso Hamaguchi, non sempre formulate negli stessi termini e diventate inevitabilmente terreno fertile per interpretazioni molto diverse sul finale della trilogia.

Hamaguchi e la differenza tra “continue” e “include”

Intervistato durante lo showcase FYNG alla gamescom, Hamaguchi ha innanzitutto riconosciuto che il rapporto tra la trilogia e Advent Children è ormai una domanda ricorrente.

«Questo argomento salta fuori spesso e io continuo da tempo a cercare di chiarire questo punto. Come tema della serie Final Fantasy VII Remake, ci siamo posti l’obiettivo di creare un nuovo Final Fantasy VII che racchiuda al suo interno tutte le impostazioni narrative dei vari spin-off, come Advent Children, Dirge of Cerberus e gli altri».

Il passaggio immediatamente successivo è quello fondamentale:

«Quindi, rispetto al nostro Remake, c’è una grande differenza tra il fatto che Advent Children ne sia la continuazione e il fatto che sia incluso. Noi puntiamo a includerlo. Poi, come risultato di questa inclusione, che si prosegua verso Advent Children come nell’originale oppure si arrivi a un finale nuovo e completamente diverso è qualcosa che vorrei davvero che scopriste e vi godeste giocando».

In giapponese Hamaguchi utilizza direttamente due prestiti dall’inglese, 「コンティニュー」 (continue) e 「インクルード」 (include), ponendoli esplicitamente in contrapposizione.

La distinzione è quindi precisa: l’affermazione “Advent Children è incluso nella serie Remake” non equivale automaticamente a “la serie Remake proseguirà necessariamente in Advent Children”.

Hamaguchi, tuttavia, non afferma neppure il contrario. Nella frase immediatamente successiva lascia aperte entrambe le possibilità: che la storia prosegua verso Advent Children come nell’originale oppure che arrivi a un finale nuovo e completamente diverso. Quale strada sia stata scelta è proprio ciò che il director non intende rivelare prima dell’uscita di Revelation.

La precisazione è particolarmente interessante perché la traduzione simultanea in inglese di Gavin Poffley non coincide perfettamente, in alcuni punti, con ciò che il director dice in giapponese.

Poffley rende la contrapposizione tra continue e include con “whether it relates to Advent Children or whether it includes Advent Children”, cioè se il Remake “si relazioni” ad Advent Children oppure lo “includa”. Il giapponese è più specifico: Hamaguchi utilizza proprio 「コンティニュー」, contrapponendo quindi l’idea di una continuazione a quella di una inclusione.

Ancora più significativo è quanto segue. La traduzione inglese afferma che bisognerà scoprire se “the ending, the result of Cloud and his team’s adventures, takes you to that same ending or whether it goes somewhere else”. Hamaguchi, invece, dice che bisognerà scoprire se si proseguirà verso Advent Children come nell’originale oppure se si arriverà a un finale nuovo e completamente diverso.

La sostanza generale non cambia – il finale rimane volutamente non rivelato – ma la formulazione giapponese definisce con maggiore precisione le due possibilità che il director sta lasciando aperte.

C’è infine un’altra differenza degna di nota. Nella parte conclusiva dell’intervento, la traduzione simultanea parla di “lots of references and lots of allusions” alle altre opere dell’universo di Final Fantasy VII. Hamaguchi in giapponese è meno specifico:

«Se oggi dovessi condividere con tutti voi una sola informazione, è che, come dicevo, stiamo cercando di portare a compimento la serie Remake come un Final Fantasy VII che racchiude al suo interno le impostazioni narrative dei diversi spin-off. E proprio perché questo è il capitolo conclusivo, stiamo portando avanti varie iniziative legate ai diversi spin-off. È qualcosa che vorrei davvero attendeste con interesse».

Hamaguchi parla quindi di 「いろんな取り組み」, cioè di varie iniziative, interventi o approcci relativi agli spin-off. Il riferimento esplicito a numerose “citazioni” e “allusioni” appartiene invece alla resa dell’interprete. Non è una differenza tale da stravolgere il senso del discorso, ma è rilevante se l’obiettivo è stabilire con precisione che cosa abbia detto davvero il director.

Naoki Hamaguchi intervistato durante lo showcase FYNG durante la gamescom.

C’è un’altra espressione della risposta giapponese sulla quale vale la pena soffermarsi. Hamaguchi definisce la trilogia un 「新しいFinal Fantasy VII」, un “nuovo Final Fantasy VII”, che racchiude al suo interno le impostazioni narrative sviluppate attraverso i numerosi spin-off.

Anche qui la traduzione simultanea inglese si prende una piccola libertà, parlando di “create a new Final Fantasy VII from scratch”. Hamaguchi dice che il team vuole creare e proporre un nuovo Final Fantasy VII, ma “from scratch”, cioè “da zero” o “ex novo”, non compare nella risposta giapponese. Il concetto di fondo è comunque chiaro: la trilogia non considera soltanto il gioco del 1997, ma integra anche materiale sviluppato successivamente nella Compilation. È in questo senso che Advent Children viene “incluso” nel progetto.

Le precedenti affermazioni

Non è la prima volta che Hamaguchi adotta questa cautela nel parlare del rapporto tra il finale della trilogia e Advent Children.

Lo scorso giugno, in un’intervista concessa a RPG Site, il director era stato interrogato proprio su una dichiarazione di Tetsuya Nomura del 2023, secondo cui il progetto Remake si sarebbe “collegato” ad Advent Children. Alla domanda se fosse ancora così, Hamaguchi aveva risposto: «Non credo che abbiamo mai dichiarato pubblicamente che sarà esattamente così», invitando invece i giocatori a scoprire con Revelation «quale sarà la conclusione di questo viaggio».

Poche settimane dopo, parlando con GameRant del ruolo di Zack Fair, aveva ricondotto Crisis Core a un discorso molto più ampio:

«Questo in realtà non riguarda solo Crisis Core, ma anche Dirge of Cerberus, lo spin-off dedicato a Vincent Valentine. Questi titoli spin-off hanno un impatto piuttosto significativo sulla serie Remake nel suo complesso, dato che il concetto dei remake è quello di reimmaginare l’intero mondo di FFVII. Pertanto, in questo senso, Revelation avrà elementi collegati a questi due giochi, e persino ad Advent Children».

In un’altra intervista dello stesso periodo, Hamaguchi aveva inoltre osservato che, fino alla conclusione della trilogia, è più corretto considerare Advent Children parte del canone del Final Fantasy VII originale piuttosto che assegnargli già una posizione definitiva nella continuità Remake.

«È più corretto considerare Final Fantasy VII Advent Children come parte del canone del FFVII originale piuttosto che del canone della serie Remake. Questo perché la serie Remake non è ancora stata completata e, dato che al momento non abbiamo rivelato come si concluderà, non riteniamo appropriato condividere se sia canonico oppure no».

Presa isolatamente, quest’ultima frase poteva essere letta come un possibile allontanamento da Advent Children. Hamaguchi ha però precisato successivamente che il punto su cui non vuole pronunciarsi è la configurazione esatta del finale e il suo eventuale rapporto cronologico con il film.

La formulazione più completa era arrivata il 1° agosto in un’intervista concessa ad Automaton. Hamaguchi aveva ricordato alcune vecchie dichiarazioni proprie e di Kitase sul collegamento con Advent Children, osservando che, essendo state tradotte, era possibile che «la sfumatura esatta non fosse stata resa correttamente». Poi aveva chiarito:

«D’altra parte, in qualità di sviluppatori, non stiamo negando la possibilità che il finale possa ricollegarsi ad Advent Children. Il concetto alla base della serie FFVII Remake è quello di creare un nuovo universo onnicomprensivo che includa la lore dei numerosi spin-off che abbiamo realizzato finora: non solo Advent Children, ma anche Dirge of Cerberus e Crisis Core. Pertanto, non stiamo negando la possibilità che il finale si ricolleghi ad Advent Children, ma piuttosto stiamo dicendo che Advent Children è stato incorporato nella serie più ampia di FFVII Remake, compreso il finale. Tuttavia, non mi pronuncio sul fatto che il finale sia concepito per condurre lì».

Interrogato nuovamente sul significato di questa affermazione, aveva aggiunto:

«La sfumatura corretta è che non stiamo negando la canonicità dei finali di nessuno dei titoli dell’universo di FFVII, e che sono stati tutti incorporati nella serie Remake mentre esploriamo quale tipo di conclusione raggiungerà la nuova serie stessa. Quindi non sarebbe del tutto accurato affermare che “il team di sviluppo ha dichiarato esplicitamente che la conclusione della serie FFVII Remake è collegata ad Advent Children”».

Le dichiarazioni alla gamescom sembrano quindi una formulazione ancora più netta dello stesso principio. Questa volta Hamaguchi lo sintetizza attraverso due termini: continue e include. E dice esplicitamente che il progetto punta al secondo.

Il nodo delle dichiarazioni di Nomura e Kitase

Le parole di Hamaguchi vanno comunque confrontate con quanto dichiarato in precedenza dagli altri responsabili del progetto. Nel 2023, infatti, Tetsuya Nomura e Yoshinori Kitase avevano utilizzato formulazioni decisamente più nette sul rapporto con Advent Children.

Nel settembre di quell’anno, Nomura aveva dichiarato al Guardian:

«Se giocherete fino alla fine, [la storia] si collegherà ad Advent Children, quindi non dovete preoccuparvi».

Due mesi più tardi, Kitase era stato ancora più esplicito ai microfoni di GamesRadar+:

«Alla fine ci collegheremo ad Advent Children, che sarà parte del canone. La trama generale e i suoi sviluppi non devieranno in modo così selvaggio da non quadrare con Advent Children alla fine».

Il producer aveva però aggiunto che il team non intendeva riproporre l’originale parola per parola: l’inserimento di nuovi elementi avrebbe dovuto mantenere il dubbio sulla direzione degli eventi, senza trasformare Final Fantasy VII in qualcosa di completamente diverso.

Il punto, oggi, è quindi molto semplice: Nomura e Kitase avevano parlato esplicitamente di un collegamento con Advent Children, mentre Hamaguchi sta scegliendo di non confermare che quel collegamento rappresenterà necessariamente la destinazione finale di Revelation.

E Dirge of Cerberus?

Un ulteriore elemento di contesto arriva da una dichiarazione di Nomura del 2022. Parlando della possibilità di portare Dirge of Cerberus -Final Fantasy VII- su piattaforme moderne, il creative director aveva spiegato che Square Enix avrebbe dovuto attendere la conclusione della trilogia Remake, perché la pubblicazione anticipata del gioco avrebbe potuto rivelarne il finale.

Anche in questo caso, però, è importante non leggere nella dichiarazione più di quanto dica effettivamente. Nomura non aveva affermato che Dirge of Cerberus sarebbe diventato necessariamente il sequel diretto della trilogia: aveva semplicemente sottolineato che la sua storia, essendo ambientata dopo Final Fantasy VII, avrebbe potuto contenere spoiler sul finale del nuovo progetto.

Angeal, Zack e Cloud con l’iconica Buster Sword.

Oggi il dato più interessante è piuttosto un altro: Hamaguchi ha confermato che Dirge of Cerberus, così come Crisis Core e Advent Children, rientra nel materiale che il team sta incorporando nel “nuovo Final Fantasy VII”.

Cosa può significare davvero “includere” la Compilation

A questo punto, la lettura che richiede meno supposizioni è considerare la serie Remake come una nuova versione autonoma dell’universo narrativo di Final Fantasy VII: una storia che ripercorre i grandi eventi dell’originale e, nello stesso tempo, incorpora personaggi, concetti e retroscena provenienti dalla Compilation.

In questa prospettiva, Crisis Core, Before Crisis, Advent Children e Dirge of Cerberus non devono necessariamente funzionare, nella loro forma originale, come prequel e sequel diretti della nuova trilogia. Elementi introdotti in quelle opere possono essere recuperati e resi coerenti con il nuovo racconto senza obbligare il giocatore ad averle viste o giocate. È quanto è già accaduto, per esempio, con personaggi e concetti provenienti da Crisis Core e Dirge of Cerberus.

Nero in FF7R Episode INTERmission.

Questa interpretazione è compatibile con il “nuovo Final Fantasy VII” descritto da Hamaguchi e con la distinzione tra continue e include, ma non è una conferma dell’assenza di un collegamento “in-universe” tra il gioco originale e la serie Remake. Hamaguchi non ha escluso quel collegamento, così come non lo ha confermato.

La vera informazione nuova emersa alla gamescom è quindi più circoscritta: Hamaguchi separa esplicitamente il metodo con cui la Compilation viene incorporata nel progetto dalla destinazione finale della storia. Che Advent Children faccia parte del materiale assorbito dalla serie Remake è confermato; che Revelation debba sfociare cronologicamente nel film resta invece una domanda aperta, nonostante le più nette dichiarazioni di Nomura e Kitase del 2023.

In altre parole, “include” descrive il modo in cui Square Enix sta ricostruendo Final Fantasy VII. Se quel metodo finirà anche per coincidere con “continue” è una delle risposte che Revelation deve ancora dare.